LA MILANESIANA 2006

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Ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi

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La Milanesiana Letteratura Musica Cinema è giunta alla settima edizione, più forte e combattiva che mai. Promossa dalla Provincia di Milano e da alcuni fedeli sponsor privati, e ospitata nelle sedi del Teatro Dal Verme, dello Spazio Oberdan e, per gli incontri del mattino, di Forma e della Sala Montanelli della Fondazione Corriere della Sera, si pone ormai, dopo i successi di pubblico e di critica degli anni passati, come un luogo ideale in cui i saperi, i generi, le discipline mettono alla prova la loro capacità di interagire, all'insegna di quei valori di comunione culturale e di interdisciplinarità che, fin dal suo inizio, La Milanesiana ha sostenuto con impegno e senso di responsabilità, diventando un importante appuntamento nel panorama della cultura internazionale.

Quest'anno la ricchezza degli incontri, il valore e la notorietà degli ospiti e la varietà delle iniziative si muovono entro una griglia costituita da alcune coppie antitetiche in cui si riassume lo spirito del nostro tempo: bello/brutto, pace/guerra, normalità/follia, sofferenza/gioia, armonia/disarmonia, scrittura/non-scrittura. Coppie concettuali, dunque, con le quali e attraverso le quali emergeranno più voci, più "modelli di esperienza possibile".

Durante l'intera manifestazione si potrà visitare l'installazione "77 Million Paintings" di Brian Eno, uno dei più grandi musicisti e sperimentatori d'arte contemporanei. Sfruttando le possibilità di un  particolare strumento informatico, l'Intel Integrated Performance Primitives per Apple, l'installazione è un generatore di combinazioni visive casuali (ma anche di materiali sonori) infinite, uniche e irripetibili, che utilizzano come base una serie specifica di disegni e dipinti dello stesso Eno.

L'opera può essere considerata una tappa significativa nella sperimentazione che l'eclettico musicista inglese conduce da oltre vent'anni nel settore della generazione automatica delle creazioni artistiche, che vengono rese così disponibili per un possesso davvero individuale. Ma a partire dalla traccia concreta di tutte queste "voci", vediamo come si articoleranno le sezioni nelle quali confluiscono idealmente tutte le iniziative della settima edizione della Milanesiana. Per iniziare

Dopo la vernice dell'installazione di Brian Eno, il 6 luglio alle ore 18, alla Triennale, la manifestazione si aprirà ufficialmente il 7 luglio con un incontro al Teatro Dal Verme, coordinato da Davide Tortorella, fra Jostein Gaarder, romanziere norvegese, autore di "Il mondo di Sofia", il celebre regista e scrittore americano Michael Cimino e l'architetto Mario Botta.

"Reale e ideale", così potremmo definire il tema di questo scambio di idee: da una parte, l'esperienza del dolore della guerra (del disincanto che ne consegue) e la grande avventura della colonizzazione americana, argomenti che sono il nucleo dei celebri film di Cimino "Il cacciatore" e "I cancelli del cielo" (che avremo modo di vedere allo Spazio Oberdan); dall'altra, il potere del desiderio e dell'immaginazione, su cui Gaarder ci offre una riflessione - immaginazione di cui Cimino ci renderà partecipi con un racconto che ripropone la figura di Casanova, immaginandone una variazione sospesa tra Arcadia e Far West.

È in tale contesto ricco di implicazioni ideologiche, religiose, etiche che va collocato l'intervento dell'architetto Mario Botta: dopo le letture di Gaarder e di Cimino, commentando una proiezione di immagini, accompagnerà lo spettatore alla ricerca del segno dell'angelicità in architettura, un tema caro a Botta, divenuto celebre per aver cercato di riattualizzare, in un contesto postmoderno, elementi tratti dallo spirito dell'arte sacra.

Voglio ricordare che il giorno successivo, l'8 luglio, presso Forma della Fondazione Corriere della Sera, si terrà un ulteriore incontro tra Jostein Gaarder e Michael Cimino, coordinato da Armando Besio che, insieme a Dino Messina, conduce i numerosi incontri letterari del mattino, a cura della Fondazione Corriere della Sera. Ma la sera del 7 luglio, avremo modo di assistere anche al concerto di Eumir Deodato , da tempo atteso alla Milanesiana, il cui nome si lega a capolavori del cinema di Kubrick, "2001 Odissea nello spazio", e di Friedkin, "L'esorcista", ma anche a collaborazioni con artisti come Frank Sinatra, Aretha Franklin, Jobim e molti altri.

Letteratura

Dopo le letture di Jostein Gaarder e di Michael Cimino, in una serata coordinata da Ferruccio de Bortoli, la Milanesiana ospiterà Umberto Eco, che, dopo la sua "Storia della Bellezza", ci introdurrà ai segreti del suo contrario - la "Bruttezza" - leggendo in anteprima alcuni brani del suo nuovo lavoro a commento di proiezioni sul tema. Potremo allora comprendere che il brutto è una categoria mentale e estetica con una sua specifica autonomia, come si desume anche da molti esempi letterari classici.

A conferma di ciò Massimo Popolizio leggerà alcune pagine del celeberrimo "Cyrano de Bergerac" di Edmond Rostand.Un incontro particolarmente suggestivo sarà quello, incentrato sul tema "Donne e Follia", che avrà come protagoniste Joyce Carol Oates, l'autrice di "Blonde", una delle più controverse e trasgressive scrittrici americane, e la libanese Hoda Barakat, una rivelazione della narrativa di questi giorni. Dopo un'introduzione di Carmen Lasorella e un intervento di Piero Gelli, leggeranno brani delle loro ultime opere.

Ascoltando dalla voce di Joyce Carol Oates una sua short-story inedita, saremo trasportati in uno scenario in apparenza quotidiano, ma venato di una sottile inquietudine, mentre con Hoda Barakat, che ci offrirà un testo inedito, "Uscire dalla tribù: una tormentosa felicità", ci troveremo immersi in una riflessione sul disagio e il nomadismo, sulla tentazione di andare al di là dei confini e attraversare il ponte che conduce dall'altra parte, in un territorio diverso e sconosciuto: "Per essere bianco fra i neri, cristiano fra i musulmani, occidentale fra gli orientali. E per entrare, donna, nel mondo degli uomini, attraverso la scrittura."

Voglio ricordare anche il secondo incontro del mattino fra Joyce Carol Oates e Hoda Barakat, coordinato da Dino Messina, presso la Sala Montanelli della Fondazione Corriere della Sera. Un punto focale di questa edizione della Milanesiana sarà la serata con Jay McInerney, esponente di spicco del minimalismo, che leggerà un brano dal suo ultimo romanzo, "Good Life", dopo un curioso prologo di Lina Sotis e un'introduzione del coordinatore Edoardo Nesi; a questa serata parteciperà anche Fernanda Pivano, da sempre estimatrice dell'opera dell'autore americano. McInerney ci pone di fronte allo sconvolgimento dei rapporti umani causato dalla tragedia dell'11 settembre, raccontando il destino dell'amore dopo quei momenti terribili. A quella fatidica data si riferirà anche il grande regista tedesco Wim Wenders, che leggerà un suo testo inedito.

Nella serata successiva, coordinata da Ranieri Polese , ritroveremo Brian Eno: oltre a un reading del grande musicista, assisteremo alla lettura di un inedito di Michel Faber, scrittore di lingua inglese, nativo dei Paesi Bassi, impostosi all'attenzione dei lettori italiani con "Il petalo  cremisi e il bianco", storia di morbosità e passioni, ambientata nella Londra vittoriana. La sera dopo, ecco un altro evento: l'incontro con Azar Nafisi, autrice del bestseller "Leggere Lolita a Teheran", nel quadro del binomio violenza/libertà.

Nel corso della serata, coordinata da Antonio Gnoli e con un intervento/lettura di Lilli Gruber, una delle giornaliste che più conoscono le problematiche mediorientali, Azar leggerà alcune sue pagine, rinnovando le nostre emozioni per le immagini suggerite dalla lettura del suo bestseller: un ritratto straziante ed estremamente lucido della rivoluzione islamica in Iran e delle conseguenze che essa ha avuto sul lavoro universitario di un'insegnante e sui suoi studenti.

Un libro intelligente, profetico, che è rimasto nelle classifiche del "New York Times" per 70 settimane ed è stato tradotto in 32 lingue, aggiudicandosi diversi premi letterari. L'impegno sociale di Azar, docente di estetica alla Johns Hopkins University, è testimoniato anche dal volume a cui sta lavorando, nel quale affronta la capacità della letteratura di liberare la mente da ogni pregiudizio. Un segno, questo, dell'apertura culturale che molti scrittori e artisti stanno perseguendo, fra mille difficoltà, in quella terra lontana che è l'Iran. In una successiva serata, assisteremo alla lettura, da parte di Toni Servillo (una delle voci attoriali più significative dell'attuale panorama teatrale e cinematografico), di uno dei capolavori di Hugo von Hofmannsthal, la "Lettera di Lord Chandos": testimonianza estrema della crisi d'identità dell'uomo post-nietzschiano, sino allo sfaldamento della stessa parola nel momento della sua emissione.

Mario Fortunato introdurrà la serata e dialogherà su questo tema cruciale della cultura mitteleuropea novecentesca con Toni Servillo e Antonio Ballista. Nella sezione dedicata alla letteratura, merita uno spazio particolare la performance di Alessandro Bergonzoni, il giustiziere intelligente con i "suoi non solo" elettrici ed elettrizzanti: lo applaudiremo nella serata del 21 luglio, introdotto da Marino Sinibaldi.

Quella stessa sera, l'ultima della Milanesiana, sarà lo scenario della prima "Notte Bianca stregata (3+1)", per la cura di Davide Tortorella e Grazia Coccia. Dalla mezzanotte, sullo sfondo di letture e di suggestive performance musicali (di Mauro Pagani, Giovanni Sollima, Renato Sellani, Ivan Segreto, Sergio Cammariere, Roberto Cacciapaglia e Marco Morgan Castoldi), la direttrice della Fondazione Bellonci, Anna Maria Rimoaldi, ci guiderà, attraverso un'accurata scelta di proiezioni, nell'Archivio filmico e fotografico del Premio Strega, in Italia e nel mondo, fino a giungere agli ultimi premiati: Ernesto Ferrero con "N", 2000; Domenico Starnone con "Via Gemito", 2001; Ugo Riccarelli con "Il dolore perfetto", 2004; per portarci fino a... una lettura a sorpresa. In poche parole, sarà un'occasione per ripercorrere a volo d'angelo l'intero cammino di questa importante manifestazione culturale.

Scienza-filosofia

Una serata specificamente dedicata ai nuovi problemi posti alla filosofia e alla scienza dalle più recenti trasformazioni tecnologiche ("Mobile: Gigantic Philosophical Event") sarà quella che, con l'organizzazione di Maurizio Ferraris e il coordinamento di Riccardo Chiaberge, avrà come ospiti John R. Searle, uno dei principali esponenti della filosofia contemporanea del linguaggio, Barry Smith, docente di Filosofia all'Università di Buffalo e direttore dell'US National Center for Ontological Research, Hernando de Soto, fondatore e presidente del Peru's Institute for Liberty and Democracy, e uno dei più importanti studiosi al mondo di programmi socialmente innovativi, e Stefano Rodotà , professore di Diritto civile presso l'Università di Roma "La Sapienza", e esperto internazionale di problemi legati alla comunicazione.

Le letture e gli interventi di questi studiosi consentiranno di fare il punto sulla realtà odierna della trasmissione di informazioni tramite la telefonia mobile che, con i suoi sviluppi, è arrvata a porre alcuni quesiti anche ai filosofi, in particolare sullo statuto di "oggetto" da applicare agli elementi informatici che supportano quella stessa trasmissione. Un altro appuntamento "chiarificatore" sarà la serata "Gli elementi della vita", coordinata dal matematico e scrittore Piergiorgio Odifreddi, e dedicata all'attuale stato delle ricerche sul genoma.

Oltre allo stesso Odifreddi, parteciperanno, con letture e interventi, il cardiologo Ottavio Alfieri e il biologo J. Craig Venter, autore di oltre 200 articoli scientifici, che ha sviluppato una metodologia rivoluzionaria per scoprire la mappa genetica e, nel 2003, ha lanciato una campagna mondiale per ottenere e studiare microbi appartenenti agli ambienti più diversi - dagli oceani ai centri abitati -, allo scopo di conoscere nella sua completezza questo importante e forse ancora misterioso microuniverso.

Un altro incontro attualissimo sarà quello dedicato alla coppia "sofferenza/gioia, tra Cristianesimo e Islam": i protagonisti saranno Hans Küng, il celebre teologo cattolico del "dissenso", e Giovanni Reale, uno dei più autorevoli studiosi della storia della filosofia antica. Coordinati da Armando Torno, saggistae editorialista del "Corriere della Sera", questi due "saggi" si interrogheranno sul problema spinoso del dialogo tra fedi e civiltà diverse, cercando di individuare quegli elementi comuni che permettano di intraprendere un cammino verso la pacificazione e la tolleranza.

Al termine degli interventi, Vittorio Sgarbi guiderà il pubblico alla scoperta dell'universo del pittore Matthias Grünewald, a partire dal Polittico di Isenheim, conservato a Colmar. Un altro misterioso universo è quello che si svelerà nella serata "Le fanciulle di Mine-Haha", coordinata da Pico Floridi: il protagonista sarà Roberto Calasso, che leggerà alcuni brani dal suo saggio "Déesses entretenues" e si confronterà, non senza sorprese, con la cantante Marianne Faithfull in concerto.

Cinema

Quest'anno gli appuntamenti col cinema sono ancora più ricchi, secondo la logica di costante crescita che contraddistingue la Milanesiana. L'apertura è dedicata a Michael Cimino, di cui vedremo allo Spazio Oberdan due capolavori: "Il cacciatore" (The Deer Hunter) e "I cancelli del cielo" (Heaven's Gate). Tutta l'America in due film che hanno segnato la storia del cinema. Nella medesima sede, assisteremo alla Tetralogia dei morti viventi di George A. Romero, il cantore del disfacimento corporale, icona indiscussa della cultura underground, che si confronterà con gli abissi letterari di Matthew Pearl, giovane maestro del thriller erudito.

Al Teatro Dal Verme, il cineasta newyorkese riceverà da Rusty Nails il Premio "Omaggio al Maestro" e terrà una lezione sul "Brutto nel cinema", ideale pendant alla lettura di Umberto Eco. Un altro maestro dell'arte cinematografica ospite della Milanesiana sarà Wim Wenders: al Teatro Dal Verme verranno proiettati un estratto da "Land of Plenty" e due videoclip per i Madredeus, mentre lo Spazio Oberdan ospiterà la proiezione dei film "Lisbon Story", "Ode to Cologne" (inedito in Italia) e "Soul of a Man". Wenders ha rappresentato per il pubblico più attento degli anni settanta e ottanta il simbolo di un nuovo modo di fare cinema.

Manifesti del suo cinema sono opere come "Nel corso del tempo" e "Lo stato delle cose", ma anche in "Lisbon Story" il regista tedesco continua la sua analisi al rallentatore, dando più spazio al plot e conferendo particolare attenzione alla musica. Dopo Wenders, torneremo al cinema italiano con Daniele Ciprì e Franco Maresco , di cui vedremo "Il ritorno di Cagliostro" e un'antologia di Cinico TV", la memorabile serie di corti approdati a "fuori orario" nel 1990. Corti che ci presentano una Palermo devastata, in cui si aggirano figure grottesche, ripugnanti, blasfeme, immerse in un bianco e nero da cinema classico, a testimoniare una dignità suprema pur nella degradazione finale.

Musica

Oltre al concerto per pianoforte di Eumir Deodato, già citato, nell'ambito della serata "Le avventure del Brutto" con Umberto Eco, potremo ascoltare "Aberrazioni", un concerto per pianoforte di Antonio Ballista. Grande virtuoso, dotato di una tecnica sopraffina, Ballista ha suonato sotto la direzione di Abbado, Boulez, Chailly, Maderna, Muti e con le più importanti orchestre del mondo. Eseguirà brani, sintonizzati sull'estremo, di Kurt Schwitters, Adolfo Fumagalli, Nicolas Slonimsky, Gioacchino Rossini, Walter Niemann, Paolo Castaldi, Alphonse Allais, György Ligeti. Ma Ballista tornerà a sollecitare la nostra sensibilità anche durante l'incontro dedicato a Hugo von Hofmannsthal, con musiche ispirate proprio alla "Lettera di Lord Chandos".

Quando si parlerà di "Donne e follia" il soprano Anna Caterina Antonacci, interprete del più raffinato repertorio lirico del primo Ottocento, si esibirà in un breve concerto con arie sul tema della follia. La serata che avrà come protagonista Jay McInerney ci offrirà anche un grande concerto ("Um Amor Infinito") dei Madredeus, mitica band "errante" portoghese. Durante l'incontro dedicato alle "Voci" avrà luogo un "ConcertoLettura" del gruppo Fanny & Alexander, costituito da Luigi de Angelis e Chiara Lagani.

Il nome stesso della compagnia evoca i miti della coppia, dell'adolescenza e del rispecchiamento, del gioco e del trabocchetto. In questo spirito, con la complicità autoriale di Stefano Bartezzaghi, lo spettacolo si presenta come una specie di video-rebus, che sollecita direttamente la partecipazione dello spettatore. La serata "Lolita a Teheran - Tra violenza e libertà", segnerà il ritorno di una vecchia conoscenza della Milanesiana: Michele Campanella, virtuoso lisztiano, ideatore e organizzatore dei "Concerti dell'Università" di Napoli e Catanzaro, solista nelle principali orchestre del mondo, sotto la direzione di Abbado, Mehta e Sawallisch. Eseguirà la versione originale per pianoforte dei celeberrimi "Quadri di una esposizione" di Modest Musorgskij. L'incontro su "Mobile: Gigantic Philosophical Event" sarà coronato da un concerto di Nicola Arigliano, uno dei grandi musicisti jazz della scena italiana. Nel 1996 ha vinto il Premio Tenco; nonostante l'età, attualmente vanta un carnet di circa 100 concerti l'anno. Ma c'è un'altra sorpresa: un evento musicale/teatrale scritto e filmato da Daniele Ciprì e Franco Maresco. Lo spettacolo ("Viva Palermo e Santa Rosalia - Concerto e Visioni"), in cui interagiscono musica, immagini e teatro, ci mostra una Palermo nera e crudele, un cantastorie e un vecchio straccivendolo, custode di una miracolosa edicola votiva dedicata a Santa Rosalia. Tra litigi e motteggi, ne emerge un quadro ironico-grottesco di un Sud senza più speranza, ma con tanta voglia di ridere e piangere, nel segno dell'assenza.

A fare da contrappunto alla recitazione di Mimmo Cuticchio, le immagini elaborate dagli autori e le musiche suggestive di Salvatore Bonafede e di Enrico Rava. Lo spettacolo sarà seguito da un dialogo fra enrico ghezzi e gli autori. Nella serata dedicata a "Gli elementi della vita", assisteremo a un concerto del Kronos Quartet, "Around the World with Kronos". E ancora: per la serata dedicata al rapporto fra Islam e Cristianesimo, non poteva esserci musica più adatta e ispirata delle "Ultime sette parole del nostro Salvatore sulla croce" di Franz Joseph Haydn. Il brano verrà eseguito dal Quartetto d'archi del Teatro alla Scala - ogni precisazione è chiaramente superflua.

Un punto di forza nella programmazione musicale di questa edizione della Milanesiana è il concerto di Marianne Faithfull, ex moglie di Mick Jagger. Figlia di un filologo e della baronessa von Sacher Masoch, Marianne debuttò nel 1964. Dopo il successo ottenuto con "Sister Morphine", abbandonò le scene, fino al 1979, quando riconfermò le sue doti di cantante e compositrice con "Broken English". Il suo mondo poetico è saturo di valenze dark e di una sensualità inquietante, che forse le deriva dal suo retaggio famigliare. Avremo finalmente l'occasione di apprezzare dal vivo i suoi versi, che celebrano la  commistione - non certo innocua - di innocenza e di esperienza.

Nel giorno della chiusura, il 21 luglio, la Milanesiana ospiterà un concerto di Elio e le Storie Tese. Elio, ingegnere, diplomato in flauto, musicista creatore di una band, studioso della rock-opera, attore, scrittore, ci delizierà con alcune sue famose canzoni, in cui la comicità si fa intelligenza e quest'ultima si riconverte in comicità, in una spirale "onniavvolgente" che testimonia il suo estro a tutto campo.

Infine, voglio ricordare che nel corso della "Notte Bianca stregata" potremo assistere alle esibizioni di Renato Sellani, jazzista di culto, di Ivan Segreto, di Mauro Pagani, di Giovanni Sollima, del cantautore Sergio Cammariere, del pianista Roberto Cacciapaglia e di Marco Morgan Castoldi che, con il "Concerto dell'alba " alle 6.00 del 22 luglio, chiuderà idealmente La Milanesiana.


Elisabetta Sgarbi.

Direttore Artistico La Milanesiana Letteratura Musica Cinema Scienza Arte Filosofia e Teatro.